Tortoli (OG)

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Dedica al veterinario

Vogliate bene al vostro Veterinario.
Chiunque sia.
Perché non lo sapete, o subito non ve ne rendete conto, che la persona nascosta faticosamente dentro questa meravigliosa professione è letteralmente sommersa da una valanga di impegni e responsabilità che, secondo me, non trova eguali in altri mestieri.
Il Veterinario è un Medico multidisciplinare, che nella stessa giornata (ma anche nella stessa ora) deve far fronte al dialogo con persone di qualsiasi estrazione culturale, animali di qualsiasi specie, taglia, razza, carattere e (anche) pericolosità… è una persona che deve sempre sorridere, essere ottimista o “realista” nel peggiore dei casi, che da solo deve far funzionare strumenti che nella vita extralavorativa non hanno neanche una collocazione.
Deve saper formulare la dieta del gatto obeso perché, gioia di mamma, non mangia niente…e un attimo dopo praticare al volo l’anestesia al cagnaccio rissoso che si è scannato, per la quarantesima volta, col cane del vicino…e un attimo dopo ancora ricevere la “Signora Pina” di turno che non capisce come si blocchi il collare Seresto.
Il Veterinario, ogni giorno, è a contatto con una gamma incommensurabile di malattie tutte diverse, su specie diverse, che richiedono concentrazione e studio approfondito…solo che “mentre il Medico studia, il malato muore”…e allora il Veterinario non deve capire le cose, le deve già sapere stando a stretto contatto con la morte, ogni giorno, come neanche un medico al fronte.
E poi ci sono le telefonate.
Decine e decine di micro telefonate, quando va bene, per sapere se è normale che al cavallo rimanga il concentrato fra i denti, che il cane perda tutto ‘sto pelo, che la cagna perda sangue da dietro…”forse in calore”, che il gatto scappi da casa per tornare distrutto…ma guai a castrarlo, perché poverino si fa la sua vita.
Se non risponde al telefono, il Veterinario compie il più grande oltraggio verso quel cliente che chiama per un appuntamento però non stasera “perché sa, noi lavoriamo”…ma neanche domani “perché mia figlia ha il saggio di danza”, per cui dopodomani però sul presto…”sta male da un settimana, ci teniamo molto che lo veda il prima possibile!”
Ma siccome viviamo in un mondo smart, è impossibile sfuggire alle richieste di diagnosi “online” con tanto di foto allegata, e non dire di no.
Altrimenti, caro Veterinario, sei antipatico, maleducato e per niente disponibile.
Perché come fai a non saper dagnosticare un’ osteocondrite dissecante, via Facebook, con tanto di foto allegata del musino tanto dolce del suo angelo pelosetto?
Eppure Google ha tutte le informazioni.
Altroché.
Poi se tra un visita e l’altra, in ambulatorio, passano più di dieci secondi d’attesa chiedo personalmente scusa a nome di tutti i Veterinari del mondo, ma magari c’è un attimo da finire una scartoffia, forse pulire i tavoli, togliere lo schizzo di sangue finito a terra oppure lavarsi bene le mani… magari andare di là a bere un goccio d’acqua ché nell’ultima ora e mezza siamo stati in piedi a sudare…o finire quel caffè, ormai freddo, lasciato a metà.
Un’ora e mezza prima.
Vogliate bene al vostro Veterinario, chiunque sia.
Ché se ha sempre la sala piena di gente è perché la stessa gente ha una buona opinione di lui.
Ché però, affinché la gente abbia una buona opinione di lui, è necessario che svolga il proprio lavoro nelle migliori condizioni fisiche e mentali.
Ché il Veterinario se è troppo assente perde credibilità, ma se è troppo presente crea dipendenza.
Ci avete mai fatto caso?
E poi ci sono gli Educatori/Addestratori Cinofili che si credono Veterinari, gli Allevatori che si credono Veterinari, i Negozianti che si credono Veterinari, i Toelettattori che si credono Veterinari, gli Istruttori di Equitazione (ahahahahahahahahaha) che si credono Veterinari, i vicini di casa che si credono Veterinari e persino i motori di ricerca si credono Veterinari.
L’importante è crederci, per carità.
Solo che (sorpresa!) occorre studiare una vita, prima e dopo la laurea.
Ché non basta imparare a memoria il bugiardino dell’Augmentin o cercare su Ask: “canechevomitacauseeterapia” o, peggio, praticare l’amore ai tempi dello Stomorgyl, se sei una gattara.
Per forza: “il compito più alto di un Uomo è sottrarre gli animali alla sofferenza”.

…and nothing else matters.
(cit. Calogero Piscopo)